venerdì, luglio 08, 2011

Rifugi - Life in Technicolor part 154





Dunque. C'è che è una settimana che rifletto sul fatto che non riesco a buttar giù una cazzo di riga. C'è che è una settimana che vado a correre e vedo cose, poi ci ripenso e mi dico: "Figo, sarebbe da scriverci sopra.". C'è che da qualche parte nel mondo, qualcuno sta facendo esattamente il mio discorso e non sa che io, qui, sto pensando  a lui senza sapere che faccia abbia.

C'è che questo periodo è down. Sembra che non mi fotta più nulla del fatto che qui, solo qui, ci trovo lo spazio per dire ciò che è. 

Ho detto tante volte, in questi giorni, che sto per toccare i 30. Ho detto tante volte la parola "coriaceo". Dentro di me mi sono incazzato tante volte, con me stesso, con gli altri, ho riflettuto su una telefonata di mio padre dove son tornato ad essere piccolo, senza che lui dicesse nient'altro che "Come va".
Dunque. C'è che voglio prendere l'auto e andare via. Per un attimo soltanto, svegliarmi la mattina riposato. C'è che vorrei essere ancora in piazza Castello sabato sera, non tanto per la musica dei Planet Funk o dei Subsonica perché c'era energia, di quella che riuscivo a sentire solo quando avevo 16 anni. C'è che non voglio più sentire in me quel senso di colpa. C'è che alcuni dicono che è meglio pentirsi per aver fatto che pentirsi per non aver provato. C'è che io qui che cazzo ci sto a fare è la domanda che si pongono tutti, ormai, e nessuno, neanche i preti, riescono a dare una cazzo di risposta.

Maledetta giovinezza. Sei una grande stronza, quando sei andata via sei la separazione più brutta. C'è che è, la giovinezza, un periodo che quando ce l'hai è eterno e quando finisce sembra cortissimo. 

Dunque. C'è sempre un dunque. Anche quando non ci sono parole, c'è sempre il buon vecchio "Ok, ora dimmi il senso, dimmi dove stai arrivando.". 

Ecco, ora non c'è. C'è che è come star in piedi, sfregarsi le mani, dirsi che è ora di fare, e mentre ti stai per muovere hai già dimenticato dove devi andare.

C'è che vorresti andare via con la macchina la musica a palla i finestrini abbassati e soldi abbastanza per tornar il lunedì senza aver digiunato. C'è che hai sempre sonno, e il dunque non riesci a capire se c'è sul serio, o se è solo che hai bisogno di dormire altrimenti perdi lucidità.

Quella che mi servirebbe per scrivere una riga di senso compiuto, una storia che possa dire che cos'è quel senso di non riuscire a dire "dunque", quando invece vorrei dirlo, in un modo o nell'altro, dirlo.


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