domenica, agosto 21, 2011

Prove - Life in Technicolor part 157

Qual è il senso?

Di stare qui, a guardare quattro politici che si fottono ciò che resta di un paese, e a stare ad ascoltare la gente che per strada non si rende conto.

Qual è il senso?

Di osservare la tua vita che scorre e che non sai se la strada imboccata è quella giusta. Di misurare il tuo amore e il tuo odio sulle parole che non sei riuscito a dire più che sulle azioni che sei riuscito a compiere.

Qual è il senso?

Di arrendersi all'idea che arrivare è difficile come partire, quindi star fermi è la cosa più sicura. Che non c'è altra soluzione che soffocare l'umanità per provare a ottenere quel poco che si può.

Qual è il senso?

Di cantare canzoni di libertà e gloria quando sai che sei dalla parte sbagliata. Di passare le serate a guardare la televisione, senza riuscire a star fermi un attimo soltanto in silenzio fermi sul balcone, di fronte al cielo.

Qual è il senso?

Di pregare a comando e non rendersi conto che Dio è ovunque. Spezzare rosari a forza di usarli e poi incitare la Madonna a fare la Grazia che più umana non si può.

Qual è il senso?

Di aizzare il destino contro, se poi il primo ad arrendersi sei proprio tu. Di non voler accettare che un tempo finisce, un altro inizia, e tutto dev'essere ricordato ma non rimpianto.

Qual è il senso?

Di non saper chiedere il perdono. Di non saperselo meritare, prima di tutto verso sè stessi.

Il senso. C'è che le prove cui sopravviviamo ci rendono più forti, lo diceva Nietzsche. 
C'è che la vita anche se non vogliamo ogni giorno apre quel fottuto nuovo capitolo, ti dà una penna, ti dice "scrivi", "disegna", o forse semplicemente "immagina".

C'è che una domenica pomeriggio ho guardato intorno a me e il senso era che tutto era pronto, per ricominciare.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

bravo
elena g.

fRa ha detto...

Grazie :)