lunedì, settembre 05, 2011

Rispondere - Life in Technicolor part 160



Ci sono domande a cui non riesci a rispondere in un colpo solo.

Di solito sono quesiti molto brevi, appena accennati, che la voce quasi non si sente per quanto sono brevi.

A volte risuona un "Perché?" più che un "Come?", altre volte sono frasi buttate là, apparentemente senza alcuna pretesa, come se fossero più lo stimolo di un pensiero che non una vera e propria richiesta per comprendere.

Quelle domande sono fatte di tempo, e di dolore.

Del tempo che ci vuole per rispondere e del dolore per costruire la fiducia che serve a guardarsi dentro.

Poi ci sono le parole, che devono restituire la complessità di cosa c'è nel senso della risposta, che devono essere belle come essa; talvolta, anzi quasi sempre, che devono giustificarla.

A certe domande non ho mai trovato risposta, pur provando a lasciare uno scritto per ogni volta che me le sono poste. Ad altre mi sono risposto in mille e mille modi diversi, e Dio solo sa quando c'ho azzeccato e quando invece ho sbagliato a rispondere.


Prova a guardarti anche tu dentro, lettore: quali delle tue domande sono ad oggi senza risposta? E quante volte di rispondere non se n'è mai parlato, perché significava aprire quello spazio lì che hai sigillato e che fai finta di non vedere?


Ecco.


C'è che quando capita che si affronta quel blocco, allora apri te e con lui tutto il male che hai lasciato serbare in quel sigillo. Ti confronti con il tuo blocco, e anche non volendo devi polverizzarlo.

Per trovare la tua risposta, per sentirti più leggero.

C'è sempre qualcuno che aspetta che tu risponda, ci conta che sia quella più vera e sincera.


Un pomeriggio, qualcuno mi ha posto una di quelle domande. Mi sono guardato dentro e sembrava che non potessi dire fino in fondo ciò che era: troppo grande il quesito, indescrivibile ciò che avrei voluto dire.


Poi ho aperto quello spazio sigillato.

La risposta sono stato io: ciò che non riuscivo a dire, che non ero mai riuscito a dire, e che mi sembrava impossibile raccontare.


E dopo, solo dopo, mi sono reso conto che era quel sigillo, il problema.

Chissà quante volte capiterà, nella vita. Chissà quanti altri sigilli.

Chissà quante altre volte le mie risposte non basteranno per raccontare tutto ciò che vorrei dire, perché a volte le parole non bastano, a volte serve solo il tempo per rimanere in silenzio, come fosse notte e fuori fa freddo, e c'è solo voglia di star bene.


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