martedì, novembre 15, 2011

Anima - Un racconto 69




Il cuore batte forte.

È adrenalina. Sento come il sale mischiato alla sabbia della bottiglia vuota, lasciata sulla spiaggia. Il sole che forma la condensa, la plastica che si scioglie, il caldo. Ma qui c'è vento, qui è autunno.

È emozione. La città non sta ferma, mentre ti aspetto..

Rimango fermo, solo io ci riesco. Il resto si muove, e dentro di me quel muscolo vitale. L'onomatopea dell'emozione fa tum tum tum, e io non posso fermarlo.

Le tue parole, le mie parole. Gli sguardi. Poi l'incontro, gli incontri.

E ancora lì, tante parole, tanti pensieri.

Il cuore batte forte non perché ti sto aspettando. Perché so che quando arriverai sarà come le altre volte, ci sarà l'agrodolce sapore del voler andare via perché non ci si sente adatti, capita sempre così quando ti innamori.

No, io so perché il cuore batte e non riesco a farlo star fermo.

Perché innamorarsi significa abbandonarsi, ed io so di non volerlo. Ed è un fatto che quando mi scontro con i tuoi occhi mi chiedo quanto potrò essere in grado di tener per me tutto il senso che c'è, in quel guardarti senza dimenticare cosa significhi. Apro i miei, di occhi, ed è già un viaggio che non so più controllare.

Sto fermo all'angolo che abbiamo scelto per oggi. La gente passa, mi rendo conto solo ora di quanta gente c'è, che passando non noterà me e il mio cuore che batte, quell'onomatopea attenta a ricordarmi che prima di tutto ho paura.

Un bambino tiene per mano la madre, le vetrine cominciano ad essere più illuminate con la penombra che cade sulla città che non sa far altro che muoversi, nel pomeriggio di libertà dello shopping sfrenato, del Natale che s'avvicina anche se mancano mesi e delle voglie di esser felici che avvicinano tutti e che tutti sentono proprie.

Una ragazza da lontano t'assomiglia, ha il tuo stesso colore dei capelli e per poco non comincio a camminarle incontro scambiandola per te.

Tum tum tum. Batte forte il cuore ed è l'adrenalina a farlo andare così veloce.

Sembra d'esser in volo, lo dicono anche quelli che hanno il coraggio di buttarsi col paracadute. Io non ho mai avuto il coraggio, anche se non ho mai avuto dubbio che la velocità fosse il mio elemento.

Non avevo paura quando correvo, non avevo paura nei primi passi, ho paura del passato, del tuo passato. C'è sempre stato un passato, più forte del futuro.

Un gruppo di ragazzi ride, "si danno di gomito" sarebbe scritto in uno di quei romanzi che si leggono sul bus alla mattina, sono amalgamati.

Perché non voglio stare più qui, è solo questa la domanda. Perché ogni volta che sai che puoi innamorarti ti chiedi se sarà l'ultima? E perché speri che lo sia?

Dal corso passano una serie di macchine, in coda sono tutte uguali, è un pensiero che si fa in continuazione, poi quando salta fuori che non è così ti viene in mente che sarebbe una storia da scrivere.

Sei tu, e il tuo cuore. È un beat, il rumore dell'Anima che scalda i motori per partire, puoi scegliere tu che scarto dare alle tue emozioni: abbandonati o abbandonala.

Accendo una sigaretta, il fumo accelera le pulsazioni. Per un attimo penso di svenire, qui, in mezzo alla strada. Odio aspettare perché è come vivere, sei sempre lì che ti guardi intorno cercando la risoluzione delle cose, che ci si possa spostare, andare nel posto dove ci si è prefissati d'andare.

Fra la folla spunti tu. Sei sorridente, cammini sicura, la sigaretta in mano, la figura è delineata. Come avrei potuto scambiarti per un'altra, non lo so: perché ti distingui, come cantano tutti i cantanti che si ascoltano la mattina sul bus, e si sono interi gruppi di pendolari ad ascoltarli un motivo ci sarà: ti distingui, e io sono già innamorato di te.

E il cuore batte, ora più che mai, perché arrivi tu con il tuo passato e non so se saprai tu per prima abbandonarti in me tanto quanto io vorrei fare con te, in te.

I tuoi capelli si lasciano andare nell'aria, sono la prima cosa che sfiorerei di te quando siamo vicini, sento il mio respiro che segue il vento che ci passa ai lati, non è tutto qui per gli altri ma ciò che conta ora è io e te, un tutt'uno pronto per partire.

Abbandonati, mi dico. Spero, quando lo dico. Il mio respiro tu non lo sai, ma è la firma su quel contratto.

Mani che si stringono, baci che si fanno sostanza, abbracci, il calore di un corpo stretto ad un altro, sono tutte immagini estratte dall'album fotografico di ognuno, anche se è bello quando ti guardi da lontano e sai d'esser unico solo quando c'è un'altra persona di fianco a te, a ripararti con un gesto dall'aria che ti sfila al fianco, mentre senti che fa freddo in questo inverno che arriva senza che ce ne accorgiamo, mentre le vetrine si riempiono di alberi di plastica e neve al polistirolo, con la gente meravigliata che guarda da fuori, cercando un altro regalo da acquistare.




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