giovedì, dicembre 15, 2011

Cento paesi immaginari che mi piacerebbe visitare prima dei 50 anni - Un racconto 72



Un giorno conobbi un uomo a cui piaceva scrivere le liste.

Fin da quando era piccino, aveva sempre raccolto in lunghi listati tutto ciò che lo riguardava. Aveva cominciato con i giocattoli, poi era passato ai cibi preferiti, alle sue magliette, ai parenti, alle auto che aveva posseduto suo papà (poche, per la verita, fu una lista molto breve), alle torte che gli piacevano, alle vie che preferiva della sua città, ai pullman che aveva preso e che avrebbe voluto prendere, ai paesi che aveva visitato, le donne che aveva conosciuto e che gli erano piaciute, i giorni in cui aveva visto una nuvola che l'aveva colpito, gli elettrodomestici che non avrebbe mai comprato, tutte le stazioni che aveva visitato e così via.

Alcune liste duravano poco e le scriveva in pochi minuti, altre venivano cominciate e si concludevano dopo anni, altre ancora non avrebbero mai visto la fine.

Le raccoglieva nella scrivania della sua camera da letto e ne aveva accumulate un bel po', circa 800, non sembrava ci sarebbe mai stata fine a quella raccolta.

L'uomo aveva 37 anni. Una sera, accompagnato da un amico, si recò in un locale dove c'erano molte persone, e conobbe una donna.

Fu subito preso dalla passione, e se innamorò perdutamente appena la vide.

Lei, dal canto suo, non comprese subito, o forse dissimulò molto bene, perché agli inizi respinse le sua avances. Lo contattava raramente, e quel poco che si sentivano lei era distaccata e poco propensa a lasciargli qualche possibilità.

Lui, invece, continuava a sperare.

Una sera, chissà perché, lei cedette e acconsentì a vederlo a cena.

L'uomo stilò una lunga lista di ristoranti della città in cui gli sarebbe piaciuto andare con una donna, perché aveva sì una lista dei suoi locali preferiti, ma non quelli indicati per portarci una signora.

Ne uscirono fuori circa 23, che per l'occasione sistemò ordinatamente in colonna partendo da quello che gli piaceva di più a quello che lo convinceva meno.

Riuscì a prenotare, fortunatamente, già al terzo che contattò. Prese un tavolo secondo le caratteristiche che aveva segnato qualche anno prima, nella lista che aveva intitolato "location perfette dove chiedere a una donna di sposarlo", che aveva scritto da solo sul letto una notte in cui aveva pianto un po'.


Il tavolo doveva essere in una sala panoramica con una bella vista, e aveva espressamente richiesto che al loro arrivo fosse subito portata una bella bottiglia di Arneis, perché era una di quelle cose che aveva segnato in un'altra lista compilata quella famosa notte, "come chiedere a una donna di sposarlo: momenti della serata".

La sera dell'appuntamento l'uomo si recò a prendere la donna lievemente in ritardo: era indeciso su come vestirsi e per rassicurarsi aveva stilato una lunga lista sugli "abiti giusti da indossare per chiedere a una donna di sposarlo", che era un pezzo che in effetti gli era sfuggito quella notte in cui aveva pianto un po'.

Quando la vide uscire dal portone, la donna era radiosa di graziosa bellezza, e lui sentì come una sorta di feroce paura che quell'occasione potesse andare sprecata. Fortunatamente, aveva stilato una lista dal titolo "Bei pensieri per essere sicuri di sé", che per praticità aveva imparato a memoria e che adoperava per mantenere una sorta di calma apparente perenne.

La accolse in macchina, e partirono alla volta del ristorante.

La cena fu galante e molto piacevole. L'uomo conversò amabilmente su temi quali la situazione internazionale, la produzione di vino e i grandi libri di Murakami, poi passò agevolmente a rispondere alle tesi riguardanti la vita coniugale proposte dalla donna, la quale si rivelò essere oltre che una splendida signora anche una persona profonda e sincera.

Quando uscirono dal locale, decisero di passeggiare un poco.

L'uomo era teso per via di quel momento che tutti gli uomini insicuri temono, che si sarebbe dovuto tramutare secondo la magia della serata in un magnifico bacio. Pensava e ripensava a una lista che aveva scritto un giorno in cui era particolarmente felice, in cui aveva appuntato "I migliori modi per baciare una donna per la prima volta", correlati di descrizione minuziosa di luoghi, tempi e modi.

In effetti, ricordava che al punto 4) si parlava di un ponte e di una battuta sul fiume che scorreva di sotto, e mentre passeggiavano si rese conto d'esser proprio su un bel ponte della città, sotto cui scorreva un bellissimo fiume calmo. A memoria, citò il punto 4) della lista con battuta, e fu così che riuscì a baciare la donna. Fu un bacio molto bello e appassionato, cui seguì una deliziosa notte d'amore a casa di lui.





La mattina, mentre lui dormiva ancora, lei si rese conto di doversi soffiare il naso e cominciò a rovistare nei cassetti alla ricerca di un fazzoletto. Guardò nella cassettiera della scrivania e trovò così la montagna di liste scritte dall'uomo.

Erano raccolte in ordine cronologico, la grafia prendeva la piega del tempo mano a mano che gli anni passavano. Da quelle scritte in tenera età il cui oggetto erano "i miei fiori preferiti" e "gli animali estinti che mi piacerebbe vedere" fino a quelle realizzate più in là negli anni, da "i miei piatti di pesce preferiti" a "frasi da dire se mai acquisterò un auto di lusso, pagandola in contanti". La donna rimase seduta a leggere con attenzione, mentre l'uomo dormiva.

Smise dopo un po' di tempo, che in effetti non seppe quantificare. Trovò in compenso il fazzoletto, si soffiò il naso e si risdraiò vicino a lui, come se nulla fosse.

Non fece parola di quella scoperta, quando lui si destò e si mise a preparare la colazione. In compenso, decise comunque di frequentarlo ancora.

Una sera, qualche tempo dopo, l'uomo le chiese di sposarlo. Lo fece in un posto speciale, in un modo che la donna trovò originale ed efficace, tanto che senza rifletterci più di tanto rispose "sì".

Quella sera, dopo aver vissuto una serata magica in giro per la città fantasticando su come sarebbe stata la loro vita insieme, lei gli chiese se poteva scriverle i motivi per cui aveva scelto di farle quella proposta.

L'uomo lì per lì non seppe rispondere. Allora lei le chiese se non l'avesse già fatto, e lui giurò e spergiurò di non averci mai lontanamente pensato.

La donna, però, non cedette, e rivelò quello che aveva trovato quella mattina nei cassetti della scrivania.

L'uomo se ne scusò imbarazzato, disse che era un gioco senza importanza che faceva da tutta la vita, ma che in quell'occasione non si era sentito di dover fare.

Lei allora, credendogli, disse che per il giorno del matrimonio le sarebbe piaciuto lo facesse, e in particolare le sarebbe piaciuto che leggesse quella lista di fronte a tutti gli invitati.

Lui acconsentì.

Il giorno delle nozze, in chiesa, tutto si svolse regolarmente. L'uomo indossava un bel completo blu scuro, le scarpe lucidate, i capelli pettinati a regola d'arte, i testimoni al fianco. La donna, dal canto suo, era vestita di bianco come sposa classica che si rispetti, con le sue testimoni e un bellissimo bouquet pieno di fiori colorati uno diverso dall'altro. Tutto, insomma, era in perfetto ordine. 



Durante il pranzo, i brindisi si susseguirono, le portate vennero servite senza alcun ritardo, la gente applaudiva e gridava inni alla felicità.

Poi, nel chiasso della giornata, a bassa voce la donna chiese all'uomo se poteva leggere quella lista.

L'uomo rispose di sì, si alzò dal suo posto e andò su un palco dove suonava un simpatico musicista ungherese per accompagnare il banchetto, lo fece smettere di suonare e parlando al microfono chiese silenzio.

Disse che doveva leggere qualcosa per la sua signora, una cosa cui teneva moltissimo. Poi, estrasse dal taschino un foglio e se lo mise di fronte al naso, pronto a leggere.

Tutti gli invitati applaudirono e fecero silenzio. Un silenzio che continuò, qualcuno urlava di cominciare, ma l'uomo continuava a rimanere in silenzio, prima guardando il foglio bianco, poi guardando la platea. Aveva un bel sorriso, felice, e il suo sguardo continuava a essere sì verso la platea, ma nel segreto della sua anima concentrato sulla donna.

Lei, dal canto suo, rimase impassibile al suo posto a fissare la scena. Passò qualche minuto, minuti eterni di un silenzio irreale, poi l'uomo disse semplicemente d'aver concluso e che quello era tutto ciò che doveva dire, quel giorno, alla sua signora.

Nessuno capì, tranne lei.

Mentre la gente rideva e applaudiva, gridandogli che era ubriaco e che doveva rispettare i doveri coniugali che la prima notte di nozze richiedeva, lui si avvicinò a sua moglie e gli chiese se aveva capito il senso di ciò che aveva fatto.

Lei rispose di sì, gli sussurrò all'orecchio che lo amava, e lo baciò appassionatamente di fronte a tutti.

L'uomo scrisse ancora due liste nella sua vita, da quel giorno. Una fu dedicata a "I migliori nomi da dare al proprio primo figlio" e "Dove essere seppellito per essere ricordato come una brava persona".

Le mise accuratamente nel cassetto dove stavano le altre 800 circa, e lì rimasero finché un giorno, molti anni dopo, un nipote le trovò e, dopo averle pacioccate per un po', per gioco le strappò tutte.




Nessun commento: