venerdì, aprile 13, 2012

7 anni, con te.



Caro Diario,
sembra ieri. Sabato 16 aprile 2005, ero in camera mia, e solo perché avevo sentito parlare di "blog" decisi di aprirne uno.

Scrissi su Google "Blog", il primo link che uscì fu www.blogger.com.

Entrai, feci tutta la procedura, ti aprii. Niente di più semplice.

Beh, poi tanto semplice non fu, a dirla tutta.

Il casino fu quando ho dovuto sceglierti il nome. Già, il nome. Il blog era un "diario", all'epoca. Un diario on line. E io in effetti un diario lo volevo, ancora non sapevo per farci che, dato che di costanza nella mia vita per riempirne uno non ne ho mai avuta.

Poi ho pensato a quella parola lì, "vita". Diario della vita, no. Una vita in un diario, nemmeno. E poi mi dissi: "Ma io, vivo davvero?". Ecco perché ti ho chiamato così: perché la risposta fu "Ci provo. Aspiro a".

Quando ci fu da scegliere la tua URL, mi chiesi se magari non ci andasse un indirizzo personalizzato.

Costava, e già allora il mio problema erano quelle che paternamente erano state battezzate "Le pezze al culo". E nonostante quel .blogspot.com non mi piacesse tanto, mio malgrado, ti accetai così com'eri. In prima battuta scelsi franzk, uno dei miei pseudonimi, ma era occupato.

E poi mi sembrava poco, riduttivo: per quello ci aggiunsi il 62 di fianco, perché era il pullman che mi portava a scuola, alle superiori. E su quel pullman mi capitò di sognare, tante volte, grazie a una ragazza di quelle che guardi da lontano per tutti gli anni della scuola e ci parli un paio di volte al massimo, giusto per chiedere "permesso" e "prego" quando qualcosa le cade e tu ti avventi a raccoglierla, per porgergliela e guardarla negli occhi da vicino una volta sola.

franzk62.blogspot.com: eccoti qui, con l'http:// davanti. Uno dei motivi per cui, quando qualcuno mi chiedeva se potevo dargli l'indirizzo del mio blog, mi toccava fare lo spelling. Una url che indicizza un cazzo ed è pure difficile da trascrivere: ma allora di web ne capivo decisamente meno di adesso.

Caro Diario di chi aspira a vivere, sono così tanti i ricordi di quel pomeriggio che mi sembra veramente non sia passato tutto questo tempo.

E da piccolo-spazio-senzapubblicità sei diventato un amico vero.

Come il dolore, più del futuro. Mi rispecchio in te più di quanto faccia in tutto il resto del mondo.

Con te e attraverso te ho parlato, per 7 anni. Di Torino, d'amore, di auto da rottamare, di Nichelino. Ti ho raccontato dei lavori che andavano e delle Scuole che arrivavano e che ad un certo punto, finivano.

Ho messo musica ed elenchi, e sogni, cazzo quanti sogni che ho messo qui.

Ti ho guardato e in certi momenti ti ho voluto chiudere, perché non sei diventato grande come il blog di Beppe Grillo e importante come quello di Luca Sofri. Forse perché io non sono loro, ed è anche giusto così.

Certe sere a farmi compagnia c'eri solo tu. Nessuno che potesse o volesse ascoltarmi. Solo tu, e io. Come in quelle sere in via Paesana 4, quando talvolta rimanevo seduto al mio tavolo, la tua pagina davanti e il tempo passato arileggere ciò che pensavo qualche anno prima, a riflettere se la strada fosse quella giusta.

L'autunno del 2009 mi hai tenuto a galla solo tu, mentre scrivo e ci ripenso forse lì sei stato veramente decisivo, per andare avanti.

Ti stimava molto Pietro, alias Larochelle. Ti stima ancora, lo sai? Puoi considerarlo uno zio, per certi versi.

E poi: tutti quei blogger che sono trascritti sulla tua spalla, da kr3pa che mi ha ricordato che era il tuo compleanno (e lui ha un blog di un giorno più vecchio di te, pensa che coincidenza) a colombina, che oggi un blog non lo ha più ma che so per certo sia diventata grande. E poi tanti altri, come Cico, Viola, notedibordo e Faith, con cui siamo diventati amici veri e con cui, da lontano e contemporaneamente vicino, ho condiviso periodi speciali e molte storie.

Tu per loro sei stato qualcosa, a tempi alterni ti hanno visitato e ti hanno apprezzato. Grazie a te ho potuto conoscerli, e di questo ti sono grato.

Mi hai ospitato il giorno in cui se n'è andato nonno: solo a te sono riuscito a dire quello che avevo dentro.

E poi, ancora: tutte quelle volte che ho ringraziato gli amici, o che ho scritto pensieri che hanno stupito anche me. Da te sono nati 2 reading, grazie a te ho scelto di sfidare il futuro e qui dovrei forse linkare mille e mille post, ma tanto tu sai quali e non perderò tempo a elencarli tutti.

Qui ho provato a immaginare una Life in Technicolor.

Oggi è uno di quei giorni perfetti per stare con te, e anche se il tuo compleanno è fra 3 giorni io il post d'auguri te lo scrivo lo stesso. Perché in fondo sei qui, ad attendermi, quando guardo fuori e mi sento solo, non solo in quel senso che capiscono tutti, no, solo nel modo in cui guardo il mondo e non capisco il perché delle cose.

E so che se ci sei è per fare in modo che possa stare in un posto senza sentirmi così e in un luogo dove riesco a capire, e che non ti offenderai se gli auguri arrivano in anticipo.

Grazie di tutto, Diario di chi aspira a vivere.




2 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao Francesco, buon compleanno al tuo blog :)
Elena G. (alias Elena Twitta)

Francesco Gavatorta ha detto...

Grazie Elena :)