domenica, dicembre 23, 2012

GGD (teaser) - Life in Technicolor part 182



A me i The Goo Goo Dolls sono sempre piaciuti.

Un giorno o l'altro, mi piacerebbe scriverci un post, sul tema.





mercoledì, dicembre 12, 2012

Appunti - Life in Technicolor 181



La mia vita è stata segnata dalla giovinezza. Non ho mai superato il dramma di veder scorrere gli anni che hanno segnato la mia adolescenza, delle strade che percorrendo durante le estati che si susseguivano mi sembravano belle quando non cambiavano.

Potevo ricordare per mesi i buchi da dove erano spuntati piccoli fili d'erba senza che ci fosse motivo, solo per l'affetto che mi legava a quei luoghi, a quei giorni.

Quando mi sono accorto che tutto fuggiva, ho cominciato ad aver paura.

Ma chi è che non ha paura di crescere, in questa vita?

Io non ho orizzonti se non quelli dei miei desideri. Non ho confini se non i bordi delle mie paure. Non ho una sagoma se non quella dell'uomo che vorrei essere.

E ancora. Tralasciando i particolari, c'è musica e spazio e aria da respirare, e ricordi. I maledetti ricordi, di quando potevi restare per ore in braccio a tuo papà guardando il mondo da dietro le sue spalle, chiedendoti dove si stesse andando.

Potevi solo sentire l'odore del suo giubbotto di jeans, della sua pelle così famigliare, e tanto ti bastava. Non c'era paura, lassù. Paura di cadere, paura di quale fosse la destinazione, c'era solo la curiosità, e la speranza. Eri inerme, e anche forte.

Poi. Poi viene il tempo in cui le braccia s'ingrossano, i polmoni si spremono a forza di fumarci sopra, e il fegato si spappola in quelle notti dove non c'è il ritorno a casa, c'è solo una tappa intermedia fatta di attese infinite e teste che ballano lungo i ritmi estasiati di una giovinezza che non c'è più.

Chi era quel bambino che tuo papà portava in braccio, nessuno lo sa più. Lo sanno le foto dell'album che guardi di nascosto, perché sai che sfogliando le pagine della tua vita troverai sempre un buon motivo per piangere, non dal dolore, non dalla felicità.

La giovinezza mancata che era già passata mentre la vivevamo. Che volevamo allontanare e che, offesa per la nostra impudenza, è veramente scappata. E quando ce ne siamo accorti, era troppo tardi perché lei ritornasse.

Perché quell'ossessione? Perché è vita solo ciò che rimane sospeso nelle foto patinate di una pellicola di molti decenni fa?

Se cercate risposte, fatevi domande. E fatevene spesso, tanto da far male al cuore, spaccare l'anima e urlare finché avrete fiato che non ci sarà mai abbastanza vita per rispondere.

Le domande sono appunti sparsi di ognuno, in fondo siamo solo scrittori che lasciano storie sparse fra gli angoli delle strade della nostra città, qualunque essa sia, poi la gente passa, le vede, le evita, se le lascia alle spalle, e loro rimangono lì, mentre noi ci chiediamo se veramente, un giorno, qualcuno le leggerà.

- Un grazie a Leonardo, per le belle parole. Questo post è anche un po' tuo -