martedì, gennaio 15, 2013

Anguru - Life in Technicolor part 184




È la velocità. Quella delle corse che nessuno sa che fai, quando la notte è troppo buia perché anche i telefoni ti possano rintracciare. Sono le gomme che si scaldano, lo sterzo che non è mai stato così morbido, l'obiettivo è solo superare l'autovelox talmente veloce che non riesca a farti la foto.

È la calma. Quella atroce di quando ti sale l'adrenalina che anche uno che ha il motore più carico del tuo, non riuscirà a prenderti perché tu sei più veloce comunque. Sei quel mondo fatto di pistoni, metallo e fumo di sigaretta accesa quando le mani dal volante non dovresti torgliele neanche sotto minaccia di morte. Ma tu no, tu la sigaretta la prendi calmo dalla tasca, guardi anche la fiamma dell'accendino liberarsi dal basso verso l'alto, il tabacco prende fuoco, il respiro si fa sporco, ma tutto è calmo.

È la musica. Quella del tuo cuore che batte insieme a ciò che le casse ti spingono addosso, sono loro che danno l'imprinting finale a quella velocità, quella calma. È la musica dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi malesseri, delle tue insicurezze, dei tuoi desideri, della tua essenza fatta di carne e di storie, Dio solo sa quante ne scriveresti in quel momento lì.

Ma in quel momento lì, non c'è tempo. Ecco, manca il tempo, anche se è lì con te. Non puoi fermare l'attimo in cui sei talmente veloce che la paura si trasforma in tranquillità, e calmo tieni premuto l'accelleratore e altro non si può fare che continuare, così.

Se lo sapessero, gli altri, cosa succede in quello spaccato di tempo. Non sei più lì, sei da un'altra parte. Se lo sapessero i tuoi, quanto sei diventato adulto, nonostante correre in quel modo sia sempre una cazzata.

Ma chi ti può impedire, di voler essere veloce? Lo avevi sentito in un film: "In quel quarto di miglio, sono libero". Hai sempre voluto provarlo, quel quarto di miglio, a volte lo fai diventare lo spazio fra te e il mare, fra te e la prossima città che vorrai visitare, fra te e il prossimo continente da esplorare.

Basta che ci sia quel beat. Quel battito. Cuore. Mente. Sogni. Respiro. Fumo che sale. Rabbia. Voglia di correre. Veloce. Veloce. Veloce. Veloce. Veloce.

Diventa un mantra. Non lasciare che nessuno ti prenda. Ora lo puoi fare solo quando, là dove nessuno ti vede, là dove i telefoni possono arrivare, quando la notte è abbastanza scura perché nessuno si chieda dove tu possa essere, schiacci quel cazzo di pedale, urli a scquarciagola tranquillo che nessuno potrà mai sentirti.

È la velocità. La corsa che continua, il sangue che hai dentro, la vita che scorre, che hai imparato a contenere tutta in un unico, piccolissimo frammento di strade già percorse.





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