sabato, aprile 27, 2013

Nico Stai, tre consigli e due saluti - Life in Technicolor part 190

Funziona così. Che dal 12 aprile sono cambiate tantissime cose e di tempo per scrivere qui ce n'è sempre meno.

Però è sempre un piacere tornare qui, anche quando non si ha molto da scrivere. Mi capitava spesso nel 2005, quando di cose da raccontare ne avevo sì, però ancora non avevo capito bene come fare.

Anche oggi ho mille cose da raccontare, ho solo cambiato il modo.

Tipo oggi, no? Mi sono detto: oggi è un buon giorno per aggiornare il blog. Anche se non ho niente da dire, o meglio: da dire qui (anche se lo scriverò, statene certi: ma questa è un'altra storia).

E allora ho pensato di aprire Spotify e ascoltare Nico Stai, e mentre scrivo ascolto Dead Pony, e penso che Nico Stai è proprio bravino e che l'ho conosciuto grazie a Spotify, è proprio uno di quelli che mi piace ascoltare quando scrivo.

Io Nico Stai l'ho scoperto con quel metodo lì dei "consigli" che ha YouTube e che ha anche Spotify, e che aveva anche LastFM: se stai ascoltando lui ti piacerà anche lui, e magari sei lì che stai cercando proprio quella musica lì per scrivere quel pensiero lì e clicchi sul link e speri che basti per trovare il capo della matassa che ti mancava e cominciare a scrivere.

Nico Stai, ecco, è un consiglio di un sistema integrato di metatag, database condivisi e diritti d'autore non infranti. Credo d'esserci arrivato dopo che avevo ascoltato Alexi Murdoch, anche lui frutto di uno di quei consigli: o forse Fink. Non ricordo. In ogni caso ascoltavo uno del club Ascoltalo-per-scrivere, era pure una rubrica che avevo aperto sulla brand page del blog quella delle canzoni adatte a scrivere.

E visto che non avevo proprio idea di cosa raccontarvi, ecco: ho pensato di raccontarvi questa storia qui, di come ho scoperto Nico Stai.

Rimane che è un periodo molto pieno e che, malauguratamente, io il blog lo aggiorno molto poco.

C'è anche da dire che sto lavorando a qualcosa di corposo, dal punto di vista della scrittura, quindi del blog, quindi di vivere, quindi di tutte le cose di cui vi ho scritto in questi anni. Ma non è una scusante: è solo per dirvi che ci sono ancora, e che sono più fRa che mai. Solo che ora che è mattina (come scrivevo poco fa) le cose si fanno più seriamente, anche la scrittura.

Anche i blog, che sono sempre vivi, anche se proviamo a farli vivere anche da altre parti.

Oh, ascoltate Nico Stai, ditemi che ne pensate. Io torno prestissimo, anche perché di questo posto non posso farne a meno.









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