venerdì, maggio 17, 2013

Finestrini - #StorieAlMattino 01



Marco guarda fuori dal bus mentre il mal di testa da sbronza della sera prima comincia a montare. Poggia la fronte sul vetro, prova a chiudere gli occhi un attimo sentendo il fresco entrargli sotto la pelle, ma non basta. I sobbalzi sull'asfalto bucato dalla pioggia, le voci di quattro ragazzine che vanno a scuola e stanno in fondo al pullman, il traffico. 

Marco sente la città ruotargli attorno mentre il bus lo porta al lavoro, e mentre la mattina comincia  guarda sciogliersi nel suo mal di testa i sogni di ragazzo, mentre la pioggia continua a cadere, riempiendo le buche sull'asfalto che lei stessa ha creato.

Entra un vagabondo sul bus, ha con sè una borsa enorme nera e alle dita tiene un sacco d'anelli di quelli che vendono gli ambulanti nelle zone pedonali. Quella specie di valigia si incastra fra i pali del bus, un signore con la barba bianca entra e lo sposta di malo modo, a dare una mano al vagabondo ci si mette un ragazzo di colore, che gli toglie la sacca dal palo e lo aiuta, ridendo. 



Marco guarda la scena e torna ad osservare le macchine. Che città, la mattina. Non c'è il sole ma la gente è viva, un tizio mangia qualcosa da un sacchetto bianco di una panetteria mentre guida, una signora parla con il figlio, una ragazza corre per cercare di prendere il bus e alla fine ce la fa perché l'autista l'aspetta.

Marco guarda tutto dal finestrino ed è la vita ad essere un viaggio, fatto di semafori e di odori. Il mal di testa monta e il sedile di fianco a quello di Marco è libero, arriva una ragazza con i capelli lunghi neri, ci si siede e anche lei comincia a guardare fuori dal finestrino, prima di spostarsi in un altro posto, questa volta singolo, e cominciare a guardare fuori in un posto tutto suo. 

E mentre il cielo non si capisce schiarisca o se continui a rimanere buio d'autunno, Marco guarda la città essere attraversata da molti occhi che stanno dietro i finestrini, chissà a cosa pensano si chiede, se anche loro guardano sciogliersi i sogni in un mal di testa da sbronza della sera prima, chissà se anche loro si sentono persi, chissà se anche loro non sanno quali risposte darsi alle domande che ci si fa mentre si guarda la città farsi attraversare da quei mille-e-chissà-quanti-altri sogni.

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