martedì, maggio 14, 2013

Le parole che tengo da parte - Life in Technicolor part 192



Jessie prende e scappa. Jessie prende e ama. Vive la cazzo di città come fosse una pista da ballo, Jessie rompe gli schemi, Jessie è bella e sa di esserlo, Jessie corre, Jessie non si ferma mai, Jessie piange di nascosto perché non vuol far troppo rumore, Jessie beve una birra e dopo le gira la testa, ma non importa: basta che non si scopra, Jessie, basta che non esca fuori quello che ha dentro.


Jessie ha paura di essere sè stessa, Jessie crede che in fondo non può andare bene così com'è, e allora Jessie prende e si nasconde dietro Facebook, dietro una maschera. Jessie si ferma là dove invece c'è potrebbe provare ad andare lontano. Jessie non sa che nello specchio c'è la cosa più bella che c'è. 

Jessie è come fosse un verso di poesia, mettici dentro un'immagine ed esce fuori la completezza, il saltuario modo d'esser perfetti che tutti hanno e che prima o poi scoprono. Si è perfetti nell'imperfezione, ma questo Jessie non lo sa. Per lei le poesie son solo quelle che finiscono in rima baciata, pazienza che le parole sono infinite e non serve ripetere le stesse cose per descrivere ciò che guardi, perché puoi dirlo in maniera diversa. 

Jessie è la protagonista del romanzo che forse non scriverai mai. Jessie è là, nella musica di una canzone e nelle parole che avrai sempre da parte, solo per lei. 

Perché in fondo Jessie è imprevedibile. Hai visto mai, che un giorno ritorni.


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