giovedì, luglio 18, 2013

Di #Torino e della pioggia che ride - Life in Technicolor part 197



Le parole sono sempre belle, soprattutto quando le scrivi: ultimamente, però, sono affascinato da quelle che non dico ad alta voce. Quelle che sento ma che non pronuncio, quelle che respiro ma che tengo per me, che mi porto dietro e senza che nessuno le senta fanno un rumore simile a quello del temporale nella notte, o della pioggia di primo mattino.

A #Torino quando piove è tutto un gran baccano, c'è la strada che si fa lago e gli stronzi che quando vedono i pedoni fermi alle pensiline del bus accellerano per bagnarli, poi l'odore dello smog si spegne e si sente solo un fresco d'autunno, come se questa città fosse impregnata d'ottobre e basta che qualcuno starnutista per far sì che riemerga tutto da sotto la polvere.

Fanno male gli occhi a guardare questa luce spenta, eppure è tutto così bello. Ed è bello farlo in silenzio: come vi dicevo prima, con le parole che ci sono ma che nessuno sente, che fanno un po' l'effetto degli odori che ti rimangono attaccati sulla pelle, e li senti solo se ci poggi il naso sopra.

Succede così: che tu non dici nulla, anche se molto avresti da dire. Ed è all'improvviso che cominci a sorridere, perché se tu quelle cose lì non le pronunci ad alta voce, tutto a un tratto ecco che sono diventate sogni.

È un'onda morbida senza punti alti o punti bassi, è una linea senza sobbalzi che come la pioggia senti intorno a te e ti fa sentire bene dolcemente, roba che se potessi ti metteresti a ballare in mezzo alla strada, peccato che poi ci siano quegli stronzi con le macchine che vi dicevo prima.

Insomma, questa roba qui delle parole che non dico dura da un po'. Ho cominciato per gioco a osservarle con più attenzione di quanto facessi con ciò che dicevo ad alta voce ed è diventata una specie di grande magia, parole che rimangono dentro e germogliano e diventano forza, desideri, diventano immagini, diventano musica e aria leggera, diventano parte della città e della strada del mio personalissimo #GranTour, diventano un unico grande orizzonte dove ci sono speranze e finalmente non si aspira più, ma si vive proprio.

La cosa bella sapete qual è? Che è intenso come una corsa fatta al 100% dell'esplosività. Di quelle che quando rallenti senti i polmoni scoppiare. Ecco, quel silenzio è anche una delle cose più potenti che ci siano. Che poi non è silenzio, se ci penso bene: ci sono più cose lì che in tutto ciò che ho scritto, forse.

Anche se in fondo quel silenzio è da scrivere. Un giorno diventerà storia, testo, colore, diventerà veramente respiro e si sprigionerà: ma quando sarà venuto il tempo. Non prima.

Ed è una cosa, anche questa, che mi fa camminare per #Torino come se fosse la prima volta. Mentre la pioggia cade e tutto è così vivo, vivo anche io, finalmente.







Nessun commento: