venerdì, agosto 02, 2013

#LaRochelle

Se bazzicate questo blog da un po', o meglio da un bel po', saprete che ha un gemello omozigote. 

Si chiama Stellarium, ed è gestito dal sempreverde Pietro, mio amico fraterno da più di dieci anni.

Quando nacque il Diario, nacque Stellarium.
Quando cominciai a scrivere, dentro c'erano pezzi di storie anche di Pietro. La prima, L'immensa distesa di azzurro e sabbia, di fatto la scrivemmo insieme, durante le lunghissime chiacchierate fatte nel #SalottoDiPietro, le pause caffè a La Stampa, e poi dopo via email, fino a che quella storia la finimmo con la promessa, un giorno, ci saremmo ritrovati anche per lavorare insieme a un progetto nuovo.

Io e Pietro siamo complementari. Lui suona da Dio, e io... beh, io provo a metterci le parole. Sognavamo che le sue canzoni, immaginifiche, sognanti, fatte di movimenti delicati e paesaggi sempre accoglienti, un giorno diventassero parte delle mie storie. Volevamo che la nostra amicizia diventasse un modo per raccontare i nostri 20 anni, le nostre paure, le nostre passioni, i nostri obiettivi, la nostra città, il suo salotto, il nostro invecchiare. E ancora: gli anni dell'università e il concerto del 29 settembre 2000 al Palavobis dei The Smashing Pumpkins, gli amori sfioriti e quelli rinati, i pianti, i dolori, l'amicizia che ci lega a Robi, il nostro orizzonte fatto di sentirsi parte di un insieme, la consapevolezza, le nostre foto jazz e quelle "You'll never drink alone", e tutte le storie che sognavamo dopo aver parlato, per ore, prima di andare a dormire il più delle volte ubriachi.

Sapevamo che far nascere un progetto simile avrebbe richiesto tanto, ma tanto impegno. Pazienza insomma, perché sia io che lui dovevamo maturare nelle nostre rispettive peculiarità.

Poi, qualche tempo fa, parlando, gli dissi che forse era venuto il momento. E, quando gli dissi che quella sensazione che avevo avuto era diventata concreta nei miei pensieri, come nella miglior tradizione della nostra amicizia lui rispose soltanto che "Sì, è il momento giusto" perché quella sensazione l'aveva avvertita anche lui.

Non abbiamo avuto dubbi che il nome giusto per quest'avventura fosse il suo pseudonimo, scelto per raccontarsi su Stellarium appunto.

Lui racconta come gli è nata quella passione qui. Mi piace pensare che oltre a questo sogno ci sia stata una serie di sedimenti di senso, come di significati che si depositavano oltre la nostra immaginazione giorno per giorno, sogno per sogno, fino a che tutto è diventato così concreto da non poter fare a meno di andare sul serio in quei luoghi.

Così, in quest'estate, finalmente, arriveremo là, a La Rochelle, e poi da là ci spingeremo come nel più perfetto dei film fino all'Île de Ré, dove finalmente farò ciò che devo fare dal 2008 (questa però è un'altra storia e ve la racconterò, semmai, dopo). E lo farò, appunto, insieme agli amici di una vita (comprendo nel gruppo Luchino). Lo farò insieme al mio amico fraterno Pietro, con cui stiamo dando vita a qualcosa che avevamo in ballo da un po': i #LaRochelle, appunto.

Cosa faremo? Storie, in musica e parole. E lo faremo consapevoli delle nostre capacità e dei nostri limiti, lo faremo con la nostra voglia di essere sempre ciò che siamo, lo faremo soprattutto per cementare con ciò che amiamo di più, la scrittura e la musica, la nostra amicizia. E a fare foto, e a scegliere il vino, e a darci la solita punta di sano cinismo, ci sarà anche Robi, che dei #LaRochelle è di fatto nume tutelare, nonché legale e fotografo di scena.

Vi lascio un appuntamento, oggi: prima di partire se partite, prima di tornare se dovete tornare.

Sabato 21 settembre alle 22, come al solito a CasaMAD: i #LaRochelle presenteranno il loro primo lavoro.

S'intitolerà: "#GranTour - Storia di un pugile e di parole tenute da parte".

Saremo lì, ad aspettarvi. Noi, una storia e qualche canzone.

E buona estate a tutti.


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