martedì, agosto 27, 2013

Il prossimo viaggio - Life in Technicolor part 202



L'altro giorno ho scritto cosa è capitato all'Île de Ré, al largo di La Rochelle.

Quando ho finito il post, però, mi è venuta una domanda: "E ora, dove voglio andare?".

In effetti non ho pensato alle conseguenze di andare fin laggiù: fa sempre bene avere una meta speciale da parte, perché ti offre un sacco di motivazioni.

Allora ho cominciato ad immaginare al prossimo viaggio. Non uno qualsiasi, intendiamoci, ma quello speciale che ti viene in mente perché magari ci associ un qualcosa di speciale dentro.

In primis, ho pensato a Gibilterra. Non so il perché, però ho immaginato che le Colonne D'Ercole siano uno di quei posti dove se ci capiti davanti ti offrono una specie di chiave di lettura che ti porti dietro per sempre.
Poi ho pensato alla sempiterna Scozia, è una vita che ci voglio andare ed è dal 1997 che programmo di farmi un giro di qualche giorno nelle Highlands, a cavallo. Oppure alla Scandinavia, non so il perché ma ho come l'impressione che mi piacerebbe un sacco.
Poi ho rivolto la mia attenzione - sempre immaginando - all'Irlanda, alla Siberia e alla Nuova Zelanda, per via del Signore degli Anelli, oltre che Parigi, di cui vi ho già parlato. Tutti posti bellissimi e affascinanti, che se immaginati mi generano da sempre una voglia potentissima di partire.

Molte destinazioni particolari, quindi: ma, alla fine, non così speciali di base come si è rivelata Île de Ré. Lì c'era una storia e c'era un sedimento e tutto il resto, e non so il perché ma credo che anche visitassi quei posti lì e - sono sicuro - mi piacessero un botto, il viaggio di quest'estate sarebbe un gradino sopra.

Un'amica stamattina mi ha chiesto come fosse andato il mio viaggio e se fosse stato proprio come me l'aspettavo. Chiaro, le ho risposto di sì. Poi, dal niente, mi ha detto una cosa: "É quasi ora di programmare altri viaggi.". Probabilmente l'ha detto con leggerezza, però a me quella frase ha colpito.

Mi ci sono messo ragionare, e la cosa collimava esattamente con la domanda che mi ero posto dopo aver finito di raccontarvi la storia della bottiglia e tutto il resto. Alla domanda dove vado, mi sono detto, l'unica risposta che ho a disposizione è capire quando arriverà l'ora di programmare il prossimo viaggio. Non importa dove, importa come. Non importa quando, ma importa perché.

E così, da stamattina penso di aver cominciato ad immaginare la prossima storia che mi accompagnerà in quel viaggio. Una destinazione, un'altra volta io e un pezzo di carta da lasciare da qualche parte, o forse semplicemente un altro posto dove arrivare, sedersi per un po' e lasciare che le cose facciano il loro corso, esattamente come a La Rochelle, a
Île de Ré e alla spiaggia delle balene.

Come tutte le storie, anche questa inizia quando si sente la necessità di cominciare a raccontarla: quando si capisce che sì, è quello il momento giusto perchè tutto inizi.

Allora, prima di tutto, diamogli un titolo. Quello giusto è, semplicemente ,"#Lontano": il che non prevede di superare per forza l'Equatore, specifico; ma magari di questo parleremo più avanti, anche se tempo fa avevo accennato in altra forma, almeno marginalmente, al concetto.

Probabilmente sarà bella come quella che l'ha preceduta.

O almeno, lo spero.

Ora non mi rimane che scriverla. Vi dirò, la cosa mi fa anche un po' paura.

Ma in fondo, perchè non crederci?


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