venerdì, settembre 13, 2013

Con tutto il rispetto per le Hogan - Life in Technicolor part 209


Un video di immagini Belle. Ma Belle sul serio.
Lo stimato twittero @Adekis enunciava stamattina sul noto social network un dubbio stilistico: il concetto di Hogan basse e l'impossibilità di comprenderlo anche dopo ore di riflessione.

Lo ammetto: non ho mai avuto un paio di Hogan e rientro nella categoria di quelli che si auspica non le compreranno mai. Viva i Doctor Martens, le SuperStar dell'Adidas e le Air Max. A me le H sui lati non colpiscono, alla forma performante preferisco la bolla d'aria e la linguetta gonfiata da tamarro di periferia che solo un paio di Puma alte possono garantire.


Detto ciò, dato che i gusti sono gusti e non tutti sono alla menta, rispetto chi preferisce acquistare un paio di calzature della Tod's, e anzi un po' li stimo anche.

#Respect per il trendy performante.

Ciò non toglie che nel viaggio mentale che ti può attivare il principio secondo cui una calzatura di marca sia bella o brutta in senso assoluto si possa arrivare alle sfere più alte della percezione.

Parlo in questo caso del concetto di Bellezza.

Partiamo avvantaggiati considerando la Bellezza come soggettiva, a me piace ciò che non piace a te e viceversa. Libertà, amici: anche di vestirsi come cazzo pare senza per questo sentirsi fuori posto.

La Bellezza, quella con la B maiuscola, è altro.

Trovo che ad esempio i colori siano Belli. Non c'è niente di più assoluto che guardare una tonalità e pensare che, esponenzialmente, si trovano varianti infinite e nei posti più disparati. Pensiamo ad esempio al verde, che lo trovi nel filo d'erba come nell'aurora boreale. Fossi il Verde guarderei tutti quelli che considerano Belle (non belle, intendiamoci: Belle) un paio di calzature o un giubbotto e osservandoli scoppierei a ridere sull'inconsapevolezza del dotto pensatore.

Viviamo in un mondo dove possiamo fare cose meravigliose. Belle sul serio. Come trasferirci nell'abbraccio di un'altra persona o guardare un panorama di un posto che non abbiamo mai visto. Si può ballare o anche semplicemente saltare. Cazzo, pensate ai bambini: loro saltano e sono contenti, perché fanno qualcosa di Bello sul serio. Che cosa, mi chiedete? Saltano. Spingono sulle gambe e per qualche secondo probabilmente si illudono di poter volare. Poi ad un certo punto si smette e si comincia a ragionare sull'atterraggio, forse per questo quando si cresce e si invecchia si smette anche di saltare fino ad avere i femori che non ci sostengono più.

Cercate il Bello. Se poi siete anche vestiti con roba bella, quello sarà comunque una roba soggettiva (questo lo dico per chi in questo momento mi legge con un paio di Hogan ai piedi: #respect, ripeto).




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