lunedì, ottobre 14, 2013

Tutti possiamo avere un aeroporto in cortile - Life in Technicolor part 215



All'ottavo minuto circa di quest'intervista, quel figone di John Travolta parla di una roba che mi ha sempre colpito.

Racconta del fatto che abbia un aeroporto in giardino, con due aerei parcheggiati pronti al decollo. C'è David Letterman che ci scherza sopra, esattamente come farebbe chiunque ascoltasse per la prima volta questa roba.

La prima reazione di solito è di incredulità, poi parte un pelo d'indignazione, tipo "Ma come cazzo si fa" piuttosto che "Che roba, è uno schiaffo alla miseria" o anche "Che megalomane".

E invece l'intervista continua e John Travolta dice una roba che mi ha colpito. Dice che a 13 anni ha sognato di avere una pista d'atterraggio personale in cortile, e che ha deciso che un giorno o l'altro l'avrebbe avuta, e che ciò che ha realizzato non è altro che un suo sogno.

E la gente ha applaudito alla cosa. Poi l'intervista è continuata, ma io mi fermo un attimo qui.

Ho avuto uno scatto, quando ho sentito questa frase.

Non ho mai pensato che uno potesse sognare un aeroporto in cortile. Ho sempre pensato che fosse una roba da megalomani, come dicevo prima. Forse è proprio così, ma che importa?

Perché se rigiri la cosa, anche la cosa più maranza e apparentemente insensata può esser frutto di un sogno. Tipo: c'è chi sogna di avere un appezzamento di terreno e coltivare mele per il resto della vita. Poi ce la fa, magari: e di quello, voi direste che è un megalomane, o magari uno che si accontenta di poco? Forse sì, ma rimarrà sempre il frutto di un sogno.

Penso che i sogni siano belli. Tutti ne abbiamo. Molti si arrendono prima.

Cazzo, John Travolta è un grande, ma a 13 anni non era ancora Vincent Vega di Pulp Fiction o l'arcangelo Gabriele o chessò io.
 

Era un ragazzo di 13 anni che voleva un aeroporto in cortile.

E quell'aeroporto oggi c'è.

Scusate quindi la banalità del pensiero, ma questa storia mi ha fatto pensare che tutti possiamo avere il personalissimo aeroporto in cortile. Basta volerlo.

Io non so cosa vogliate voi, ma ogni tanto mi dimentico di ciò che voglio io. O meglio: penso sia irrealizzabile.

Forse dovrei pensare di più a John Travolta e al suo aeroporto, quando capita.





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