venerdì, ottobre 18, 2013

Cosa fare quando incroci un passante per strada - Life in Technicolor part 216



Stamattina mentre venivo in ufficio ho fatto un esercizio: tutte le persone che incrociavo per strada le guardavo negli occhi.

Tutte, ma proprio tutte: uomini, donne, anziane, giovani, trafelate, con la faccia corrucciata, con la faccia allegra. Tutte.

Così, ho fatto una sorta di statistica: avrò incrociato metti 30 persone, e 25 approssimate per un minimo eccesso mi hanno a loro volta guardato negli occhi.

Perché l'ho fatto? Sono sempre stato affascinato dalle storie che ci stanno sotto il naso e non cogliamo, lo sapete.

Gli occhi sono uno di quegli angoli dove, anche solo nello spazio di un attimo, le puoi trovare.

L'ho fatto unicamente per questo.

La cosa interessante è che in quelle frazioni di secondo veramente mi è sembrato di vederle, quelle storie. Ho visto ad esempio una signora sui sessanta, posso tranquillamente affermare che fosse una signora con qualche pregiudizio ma tanto amore. Oppure ho incrociato un ragazzone sui 25, con la tuta, penso andasse a lavorare e lì ci ho visto un po' di rabbia e un po' di coraggio. Ho visto un tizio magrissimo che si muoveva come un tossico, forse lo era veramente, e l'unica cosa che ho guardato attraverso i suoi occhi che fissavano davanti a sè, era tristezza.
E via così. 


Magari è solo frutto della mia fantasia, però dovrebbe essere sempre così, che quando incroci per strada qualcuno lo guardi negli occhi e per un attimo gli dici "grazie".

Perché grazie, poi, non saprei dirlo. Perché in fondo una storia è un dono, la vita è una storia, se ne incroci una alla fine è come se ti facessero un regalo.



Domani mattina lo rifaccio, sempre che qualcuno non mi dica "cazzo guardi?" prima di (provare a) riempirmi di mazzate.





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