martedì, novembre 12, 2013

C'è un posto che si chiama Île-d'Aix - Life in Technicolor part 220

Volevo raccontarvi una roba del viaggio che ho fatto quest'estate.

Sì, il viaggio è lo stesso di cui vi ho parlato qui.

Però un altro giorno.

In pratica è andata così. Un giorno io, Pietro, Robi e Luca abbiamo preso una barca di quelle di linea che da La Rochelle ci ha condotto in un'isola.

Quel luogo si chiama Île-d'Aix

Secondo me è un posto bellissimo, sembra un po' Hobbiville un po' pubblicità del Mulino bianco old style, quelle dove non si vede il mulino dentro ma la campagna fuori. E c'è l'oceano, tutto intorno c'è l'Atlantico.

Quando siamo arrivati gli altri si sono fermati in spiaggia, mentre io che avevo voglia di pensare un po' ho preso coraggio e sono andato un po' in giro. E sono arrivato in una specie di grande spazio tipo altipiano, o scogliera, che dava proprio sull'acqua. C'erano delle panchine, una era libera e mi ci sono seduto. 

Ho fatto una foto e avevo tutta la luce del sole contro, ma era bella talmente la scena che l'ho tenuta.



Poi però ho lasciato anche la panchina e sono andato proprio sugli scogli, mi sono seduto lì e ho cominciato a guardare avanti a me.

Era tutto luce e colori, e infatti ho deciso che un po' di colori li avrei portati con me. In che forma non ve lo dirò, però un po' sul serio li ho portati a casa.


Beh, a volte ripenso a quel luogo e penso che ho voglia di tornarci. 

Perché?

Perché dovete sapere che là, all'Île-d'Aix se vi impegnate, potrete vedere oltre. 

Oltre le vostre paure.
Oltre il vostro passato.
Oltre le cose che desiderate.
Oltre i vostri sentimenti.
Oltre l'oceano e la terra, e anche oltre il cielo.
Oltre le persone che vi circondano. 

Là potete guardare il mondo e pensare che non tutto finisce con il dolore, o con il lieto fine, ma semplicemente è un continuo turbinare di sensazioni, è tutto un unico marasma che passa e si trasforma e voi siete lì e potete ballare con il caos oppure fermarvi e lasciarvi trasportare.

Ma sapete la cosa spaventosa di tutta la faccenda? Che tutto questo guardare oltre è quieto. 

Non c'è agitazione, ma è tutto un affresco che vi riesce a calmare, a rasserenare.

Io là ci voglio tornare perché là è uno di quei posti dove per qualche attimo ho guardato anche oltre me.

Là è uno di quei posti dove quando torni riporti un po' dei doni che hai preso quando ci sei stato la prima volta.

Là ci voglio tornare e voglio raccontare ad alta voce questa storia, seduto su quello stesso scoglio dove sono passato un giorno qualsiasi, quest'estate.

Aspettami Île-d'Aix, tanto prima o poi torno.



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