martedì, dicembre 03, 2013

Dice papà che ti aspetta a casa - Un racconto 88



Domenica era già arrivata a metà. A pranzo c'eravamo solo io e lui.

Papà versava il vino e non si fermava. Prendeva la bottiglia ogni volta che finiva di masticare il suo cibo, una sorsata, una versata di vino.

- Bevi, diceva.

E io bevevo.

Quando pranzavamo era sempre così.

Poi parlavamo, e rimanevamo in silenzio per un po'. E in quella stagione, da sempre, da quando mi aveva lasciato cominciare a bere il vino, sentivo che tutto era uguale, l'inverno spuntava e non c'erano spiagge o odori di cocco a contaminare il gelo, c'eravamo solo io, e papà, e le mie domande che non finivano mai.

- Dice che nevica da domani, dissi io.


Papà versò un altro po' di vino, bevemmo insieme.

- Allora?, mi chiese.
- Che cosa?, risposi io.
- Eh, come va?
- Bene.

Dicevo sul serio.

- Bene, ripetè lui.
- Sì, ribadii io.

Papà si alzò, andò allo stereo e mise su un cd di Tom Waits. Poi tornò a tavola, aveva il bicchere mezzo pieno, fece un altro sorso. Si sedette.

- Quindi tutto bene.
- Sono due anni che non torno a casa, papà.
- Già, rispose lui. Sapeva che intendevo.
- Sono stanco.
- Lo so.

Rimanemmo in silenzio per un po'.

- Vorrei dirti cosa si prova, quando si cerca un posto dove stare, dissi.
- Cosa vuoi che si provi? disse lui.
- Eh, sapessi scriverlo.
- Lo posso immaginare.
- Beh, allora niente.
- Non è quello. 

- Cos'è?
- Hai mai cercato, sul serio, un posto dove stare?
- Beh, sì.
- Secondo me, no.
- Come no?
- No.
- No.
- No.

Il suo "no" rimase lì, appeso. Sospeso. Bevemmo.

- Sono stanco di cercare, ripetei.
- Sei grande, ormai.

E non disse "Stai crescendo", disse proprio così: "Sei grande".

- Non ho più voglia di andare alle feste.
- Perché non ci sono più le feste di una volta.
- Non sono più io quello di una volta.
- Forse ti piacciono feste diverse.
- Forse sì.

Versò un altro po' di vino, nel mio bicchiere e nel suo.

- C'è un posto per tutti, disse.
- Speriamo.
- Stai tranquillo.
- Mi basterebbe trovare quel posto dove puoi stare ad ascoltare jazz, leggere un po' e poi dormire. Sai no che intendo? Con il resto e..
- Certo, che lo so, mi interruppe.
- Eh. Una roba così.

E lì, mentre bevevo altro vino, mi venne in mente Bruce Springsteen mentre cammina per la città nel video di Street of Philadelphia. Non so il perché, ma era una di quelle scene che tenevo lì per fare la sintesi di ciò che c'era.
Ripensavo a quelle scene e mi chiedevo ,senza riuscire a rispondermi, per quanto tempo avevo camminato fino a sera, nelle strade della città, e per quanto tempo lo avrei ancora fatto. Senza meta. Senza sapere dove fosse, quel posto. Guardando in alto le finestre dei palazzi e chiedendomi, come facevo da quando ero bambino, come sarebbe stato vivere in palazzi che non erano i miei. Quando ero andato via? Quando avevo cominciato a cercare?

Dov'è? continuavo a chiedermi il silenzio di quel momento.

- La felicità è a casa, disse papà, così senza che gli chiedessi nulla.

Versò un altro po' di vino nel bicchiere, la bottiglia era quasi finita.

- Cerca.

Mi sorrise. Sorrisi anche io.







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