sabato, dicembre 21, 2013

Perdersi è la cosa più semplice del mondo - Life in Technicolor part 225



Ad un certo punto arriva l'inverno.
Fa freddo e non c'è niente di male a dire che è bello, quando c'è tempo di neve.
Eppure, alla gente non piace, oppure è reticente a dirlo, che gli piace.

Forse perché con sè porta domande cui non si riesce a rispondere, mai.
Prendi ciò che ti circonda, e guarda a fondo intorno a te.
Cosa rimane della città, quando si cammina alle sei di sera e la gente corre chissà dove? E quali sono le verità che nascondono le finestre illuminate dei palazzi, al crepuscolo della sera prima di andare tutti in vacanza?

Non sembra mai la tua città, il tuo mondo, quando arriva l'inverno. Non sembra di stare mai nel posto giusto, quando la vita è fatta di corse che non finiscono, mai.

- Mamma, portami a casa - dice un bambino davanti a una vetrina illuminata.
 Lei lo prende per mano, sorride, vanno via così.

Questo è l'inverno. Fatto di storie disseminate agli angoli del marciapiede, mentre le luminarie appese ai balconi fanno coppia con quelle che sovrastano la carreggiata. Fatto di uno sguardo che si posa su tutto ciò che capita, intorno.

Quante storie possono contenere gli occhi di un uomo? Quante volte potrai ricordare ciò che avrai visto e che ti sembrerà pieno di vita?

Un uomo urla al cellulare, è inverno e il traffico del centro è quello che è, puoi solo urlare per farti sentire, non importa se tu sei arrabbiato o felice, l'importante è che tu ti faccia sentire.

La città non si fa sentire, in tutto questo. Perché lei è lì, ma sta zitta. E respira, mentre tu le cammini dentro e la senti respirare con te.

Siamo soli, o forse non lo siamo finché non riusciamo a tenere tutte quelle storie, con noi. Le perdiamo a ogni passo, anche se le abbiamo appena trovate.

Da dietro le finestre rimangono accese altre luci, alcune si spengono, altre non si accendono mai.

Risuona ancora la voce di quel bambino.

Mamma portami a casa.

Continui a camminare nell'inverno, chissà come hai fatto ad arrivare fino a lì senza renderti conto che aveva cominciato a gelare, intorno a te.



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