mercoledì, dicembre 18, 2013

Guardando Phoenix - Un racconto 89



Balla Phoenix, e la gente non si stupisce di più di quanto sia bravo. Phoenix è uno di quelli che ti piace guardare, bazzica i club più in voga perché tutti lo vogliono, fra la musica che non smette e i cocktail a 8 euro.

Phoenix non è un vero nome, però tutti lo chiamano così. Lo riconoscono, gli dicono "Ehi Phoenix, facci un ballo di quelli che sai fare tu", e anche "Ehi Phoenix, ti chiami come un cavaliere dello zodiaco", ma lui non ci bada più di tanto.

Ci sono donne che lo desiderano, Phoenix. Ma lui non se ne cura.

Ci sono case che lo hanno accolto, ma non tutte hanno avuto la presunzione di volergli bene sul serio: anche se Phoenix è uno dei ballerini più desiderati.

Phoenix è intelligente ma troppo spesso si dimentica di esserlo. Phoenix vorrebbe imparare a fare tante cose, ma non ha più idea di come mettersi a studiare. E allora, balla. Balla alla notte, e la gente lo applaude. Balla come non ci fosse un domani, poi ogni tanto lì in mezzo pensa che avrebbe anche un po' voglia di scappare: ma resta.

Phoenix guarda le montagne in quelle mattine che seguono una notte di pioggia e il cielo è più pulito. Non sa cosa stia aspettando, Phoenix, ad arrivare fino lassù, perché si accontenti di stare nella città sempre uguale a sé stessa, dove le discoteche poi non cambiano e il ballo è solo un contorno alla mancanza.

Phoenix vorrebbe correre lontano, respirare l'aria libera, guardarsi intorno in silenzio. Phoenix vorrebbe un altro mondo, oltre il ballo, oltre gli sguardi ammirati, oltre il sentirsi solo un oggetto in movimento.

Anche se è il miglior ballerino, lui vuole andare oltre.

La gente guarda Phoenix e non sa che Phoenix s'è stufato di guardare, lui balla soltanto. In attesa, un giorno, di smettere di ballare, e ricominciare a vivere. 





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