martedì, gennaio 14, 2014

Il 15 gennaio debutto in società - Life in Technicolor part 227



La fissa del racconto a voce in pubblico m'è presa un paio di anni fa quando parlavo con Gianluca nel suo ufficio alla Scuola Holden durante una pausa pranzo di quelle che ci facevamo io e lui, da soli.
Mi raccontò di un festival di narrazione orale che fanno negli Stati Uniti, e di come lo storytelling orale da quelle parti sia più sentito e considerato che dalle nostre.
Mi era sembrata da subito una cosa figa, quindi mi ero detto che una volta o l'altra ci avrei provato.

Raccontare storie, e basta. Non leggerle, non suonarle: solo raccontarle.

Poi capita che uno di voi che leggete il Diario, qualcuno che ringrazio pubblicamente qui, mi scrive in privato e mi dice: "Ehi guarda, c'è questa roba qui, forse a te interessa", ed è una roba che combinazione fanno in un locale che conosco a San Salvario, e quella roba lì è proprio uno slam di narrazione orale che si intitola Voci della Città.

Mando la candidatura e, guarda un po', mi prendono.

La serata è il 15 gennaio, a partire dalle ore 22. Titolo: "Storie di sfortuna".

Ora, io non so come andrà e francamente non mi interessa, anche perché le storie sono cose particolari da maneggiare, il più delle volte le pigli e le pastrocchi senza che gli altri capiscono che in realtà stai giocando con il mondo, un po' di sogni e sopratutto ciò che vivi tu. Le storie dice qualcuno che esistono per essere raccontate, e allora ci si trova a volerlo fare sempre meglio, altrimenti si sprecano.
Domani sera debutto in quel mondo lì. Posso perdere, anzi: è molto difficile che vinca. Però voglio provarci.

Mi sembra che sia la cosa più pura, raccontare. Più di fare tutto il resto, scrivere, suonare, ballare, etc. Intendiamoci: sono cose irrinunciabili anche quelle. Ma il gesto del narrare, quello mi sembra veramente il più genuino.
Per quello mi sembra una cosa tanto bella da fare.

Quindi: se vi va, ci vediamo al Rough, via Principe Tommaso 3, domani sera.

Vediamo se fa l'effetto che mi raccontava Gianluca, in quella pausa pranzo di chissà quanto tempo fa.







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