sabato, giugno 14, 2014

Cosa ci lega? - Un racconto 91

La foto l'ho fatta io, sì. ndr
Siamo due e il salotto è stretto più del solito, e come al solito lui parla di Meg e di cosa diceMeg, io di me e di cosa penso io.

Capita sempre così, da un po' a questa parte.

- Dice Meg che per poco non ci muori, ad aspettare che ti passino le ansie.
- Meg ha ragione.

- Dice Meg che la corrente gira sempre al contrario. 
- Meg ha ragione anche stavolta, passa il tempo ma il Po va sempre controcorrente.
- Che cazzo di fiume è il Po, dice Meg.
- Perché?
- Perché è la più grande metafora della vita dopo la Juventus: va sempre al contrario di come ti aspetti vada.
- E la Juve che cazzo c'entra?
- Perde quando ha la vittoria in pugno e vince quando nessuno se l'aspetta. 
 
- Anche questa è di Meg?
- Certo. Sono tutte di Meg.

Meg è una presenza, nel nostro salotto stretto più del solito, fra i nostri dialoghi da amici.

- Meg è indecisa.
- Io parlo di tutto, tu stasera solo di Meg.
- Perché Meg è una di quelle persone che ti segnano, un po'.
- E quindi?
- Mi piace pensare che un giorno o l'altro Meg troverà la sua strada.
- A me Meg sta un po' sui coglioni.
- Anche a me. Però alla fine, c'è un po' di Meg in ognuno di noi.
- E ci vuoi tornare, insieme a Meg?

Silenzio.

La verità è che a lui è mancato l'attimo per porti la domanda fondamentale, quella con la D maiuscola.
Che cosa lo porti a pensare che Meg valga la pena ascoltarla, non l'ho ancora capito. Perché dedicarci un attimo di pensiero? Che cosa lo spinge a credere che Meg sia una che merita la tua attenzione? 


Meg è una stronza immatura. Lo ha lasciato senza dire niente. Ha preso e senza dire nulla è andata via. Meg è una stronza immatura ed è quella che alimenta la classe degli uomini stronzi, come lei.


Eppure, lui è ancora lì che si fa domande, su Meg.

Io su Meg non mi faccio domande. Anche se a volte ci penso, e mi chiedo se troverà la sua strada. A volte penso che un giorno crescerà, e quando succederà, sarà finalmente felice.
Ma questo non glielo dico, mentre continua.

- Dice Meg che piove, nei prossimi giorni.
- Ma l'hai sentita ancora?
- Solo un messaggino.

Che cosa li lega, ancora non gliel'ha chiesto.








lunedì, giugno 09, 2014

Le priorità - Life in Technicolor part 227

Ho sofferto tanto, nella vita, per gli altri. 
Come tutti.

Ho un'atavica incapacità di fidarmi del prossimo perché, forse, scottato dal resto del mondo in qualche occasione.
Come tutti.

Ho anche avuto il piacere di frequentare brave persone, nella vita.
Come tutti.

Per come sono fatto, ho fatto delle persone una malattia.
Soprattutto di quelle a cui voglio bene.
Non capisco e non continuerò a capire, forse mai lo capirò, perché in fondo le persone devino i percorsi, li interserchino, talvolta li facciano scontrare in maniera violenta.
Non lo capisco proprio.
Come tutti.

Ho paura di morire. Ma anche di vivere spensierato.
Come tutti.

Ho commesso errori. Ho chiesto scusa.
Come tutti.

Ho imparato a far di conto, a scrivere, e a stilare scalette di priorità.
Come tutti.

Non sempre l'ho fatto bene. A volte ho sbagliato a contare, a scrivere, a stilare scalette di priorità: e ho pagato.
Come tutti.

Non questa volta. Questa volta le priorità le ho individuate bene.
Importantissime, chiarissime, impossibili da dimenticare.
E questa cosa, ecco.. Questa non è come tutti. Questa è solo mia.
Sono le mie priorità. Sono le cose più preziose che mi siano capitate.

Sono ragioni di vita.
Guai a chi le tocca (e vale per tutti).




mercoledì, giugno 04, 2014

Volevo solo dirvi che sono vivo - Life in Technicolor part 226

E niente, in pratica non ho nulla da scrivere.
Però ho ben 4 minuti prima di ricominciare la mia giornata.

Quindi ho pensato a un messaggio semplice, genuino, easy, light, non complicato.

Sono vivo.

Fortunatamente.

Ineditamente.

Rinnovatamente.

Sono vivo e, come direbbe Jocker in Full Metal Jacket, prossimo al congedo.

Però questa citazione l'ho usata altre volte non ricordo più dove, e comunque rimane il fatto che io non sono un marine. Quindi mi limito a dirvi che sono vivo e che presto o tardi questo diventerà un dato di fatto.

Per ora mi godo il fatto di essere vivo.

Anche perché questo blog è nato pensando a chi voleva esserlo, vivo.

Quindi, anche per quello forse non ho nulla da scrivere. Perché forse sono un po' fuori posto.
O forse no.

Vabbè.

Comunque ci sono, eh? Sono vivo.

Vivo.

Determinatamente.

Coloratamente.

Morbidamente.

Mobilitamente.

Vivo.

Vivo.

[TO BE CONTINUED]