martedì, settembre 23, 2014

Il lunedì sera a Torino - Un racconto 92

C'è che il lunedì sera in piazza San Carlo hanno montato un'installazione fatta a forma di X, dove per ogni lato c'è uno su un pilone, che legge.

Intorno, venti persone sparse in tutta la piazza.

Che sapore ha il tuo lunedì, Torino?

L'ho sempre immaginato uguale a quello dei bar dove si ritrovano gli uomini soli a bere un drink, da bambino pensavo stessero tutti quei bar, su corso Massimo, in quel palazzone grande che è di fronte a Torino Esposizioni, chissà perché proprio lì.

Quei bar dove gli uomini arrivano con lo spolverino e si siedono sugli sgabelli alti che le gambe non toccano terra, e mentre bevono hanno paura di tornare a casa perché saranno da soli. A quegli uomini soli cui, al lunedì sera, vien voglia di piangere ma non piangono, perché sono uomini e gli adulti non piangono.

Ecco qui, questo cielo che non minaccia più pioggia d'autunno, c'è via Roma che è molto sgombra e le luci del Lux sono grandi, la gente di Torino al lunedì sera va al Lux a vedere i film, perché costa meno.

Quell'installazione in piazza San Carlo rimane sempre senza pubblico, e via Roma rimane sempre senza passanti, e mentre un po' il Lux si riempie c'è piazza Castello che rimane un po' più viva, come gli amori di gioventù che non muoiono ma vivono in silenzio e non si dicono più ad alta voce, perché se escono dalla gioventù poi spariscono sul serio.

La gente passa e il semaforo si fa rosso, e il lunedì sera diventa quasi accogliente, e chissà dove sono finiti gli uomini soli che immaginavo da bambino, anche se cammino da solo e un po' sono come loro, anche se non bevo in un bar immaginato su corso Massimo e non ho lo spolverino e non ho voglia di piangere.

E Torino è rimasta silenziosa, mentre hanno montato l'installazione e via Roma e il Lux sono sempre lì e piazza Castello è sempre uguale.

E poi io, e chissà quanti altri, e chissà quanti amori.

Sono solo sogni, a Torino. Il lunedì sera, che è sempre un po' così da viversi, ma se sai dove stai andando, poi non è tanto male.


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